13/11/2019 ore 19:30
Cinesi impiegati "in nero" in una fabbrica di abbigliamento, un arresto e varie denunce
Lavoravano in nero all'interno di un capannone, situato nella periferia di Terni, dove venivano prodotti capi di abbigliamento. Erano in dieci, tutti cinesi, due de quali non in regola con le norme sul permesso di soggiorno. A scoprirli è stata la Guardi di Finanza di Terni. L'esercizio commerciale era gestito da un cittadino di origine cinese ed aveva attirato l’attenzione delle Fiamme Gialle che durante vari appostamenti hanno notato la presenza di tanti cinesi. Dagli accertamenti effettuati dalla GdF presso le banche dati emergeva chiaramente che la presenza di tutto quel personale non poteva essere congrua con quanto dichiarato dall’azienda ai fini fiscali. I finanzieri hanno dunque deciso di fare irruzione all’interno del locale dove accertavano la presenza di numerose persone intente alla lavorazione e al confezionamento di tessuti. L’ingresso della Guardia di Finanza ha innescato una serie di tentativi da parte delle persone presenti di sottrarsi al controllo, fino al punto che uno degli operai ha tentato di nascondersi dietro un frigorifero in un locale adibito a cucina ed un altro nel vano doccia di un bagno adiacente. Alla fine sono stati rintracciati dentro al capannone 10 tra uomini e donne di origine cinese, non in regola con le norme sul lavoro e quindi impiegati in nero; due di questi (di 30 e 35 anni) sono risultati essere anche clandestini, gli altri avevano invece i documenti in regola.Nei confronti dei clandestini è scattato il provvedimento di espulsione; uno dei due invece è stato arrestato in quanto era già stato raggiunto in precedenza da un analogo provvedimento di espulsione dal territorio italiano; l'uomo è stato accompagnato in carcere a Sabbione. Il proprietario dell'esercizio veniva a sua volta denunciato alla Procura della Repubblica di Terni per aver impiegato nel lavoro personale clandestino. Nei confronti dell’azienda sono inoltre scattate pesanti sanzioni amministrative per l’utilizzo di manodopera in nero, con la contestuale diffida a regolarizzare le posizioni non conformi, con la possibilità di arrivare anche alla sospensione dell'attività.
(Nella foto, scattata dai finznaieri, si vedono alcuni dei cinesi sorpresi all'interno del capannone)
2/4/2011 ore 0:55
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