17/11/2019 ore 16:22
Terni: restano in carcere Porcacchia e Briganti, il giudice si pronuncerà presto sulla convalida degli arresti
Sono rinchiusi in due celle del carcere di Sabbione Leandro Porcacchia e Sergio Briganti. E da lì continuano a negare tutte le accuse che gli sono state contestate al momento dell'arresto, rifiutando in modo categorico di essere etichettati come degli estorsori. I due erano stati arrestati nel primo pomeriggio di lunedi, nella sede della Confcommercio provinciale, in via Mentana a Terni, ente del quale Porcacchia è il direttore da più di venti anni e Briganti un suo stretto collaboratore. I poliziotti della squadra mobile, coordinati dal dirigente Tommaso Niglio, sono entrati nell'ufficio di Porcacchia dopo che questi aveva appena ricevuto da un imprenditore una busta contenente una grossa cifra di denaro (in contanti ed assegni), pari a circa 100mila euro. Secondo gli inquirenti quei soldi erano appena stati consegnati al direttore della Confcommercio da un ristoratore ternano che glieli avrebbe dati per avere delle facilitazioni sull'acquisizione di locali presso l'ex Tulipano, dove l'imprenditore avrebbe dovuto aprire la sua nuova attività. Una sorta di "tangente" che Porcacchia avrebbe però giustificato in modo diverso dichiarando che quel denaro non era per niente il frutto di tangenti o di situazioni illegali. La polizia, che stava indagando su questa vicenda da circa tre mesi, non ha però creduto a Porcacchia che è stato arrestato e condotto in carcere insieme a Briganti, il quale nella vicenda avrebbe avuto le sue responsabilità. Frattanto le indagini avrebbero permesso di scoprire, su alcune banche ternane, numerosi conti correnti (si parla di una dozzina) che sarebbero intestati al direttore di Confcommercio. Nelle prossime ore si saprà se gli arresti di Briganti e Porcacchia verranno convalidati oppure no. Le indagini vanno comunque avanti e non è escluso che possano riservare ulteriori quanto clamorosi sviluppi.
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30/3/2011 ore 0:00
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