14/11/2019 ore 19:24
Narni: un campo di accoglienza per profughi nordafricani alla ex Spea? Sale la preoccupazione in città
“Non vogliamo diventare una seconda Lampedusa”. I cittadini di Narni rispondono con un secco “no” a quella che sembra sia stata una proposta avanzata dalla Protezione Civile che avrebbe indicato nei settanta ettari della ex Spea il luogo ideale dove realizzare una sorta di Cpt (Centro di Permanenza Temporanea), in grado di ospitare centinaia (addirittura migliaia) profughi del nord Africa. “Il razzismo non c’entra niente – dice la gente di Narni -, qui si parla di ordine pubblico e basta, perché se arrivassero davvero centinaia di profughi c’è da starne certi che in mezzo a loro ci sarebbero inevitabilmente anche dei delinquenti e per tutti noi finirebbe la pace e la tranquillità, peraltro già turbate da episodi che ogni tanto accadono anche nella nostra città. Insomma, se la proposta del Governo diventasse realtà, avremmo davvero paura di vivere a pochi passi da un accampamento di tali proporzioni”. In Comune sono di varia natura le dichiarazioni fatte dagli amministratori in merito a questa notizia che ha letteralmente messo sottosopra l’intera comunità narnese. “Si tratta di semplici chiacchiere – afferma il sindaco Stefano Bigaroni -. A me nessuno ha detto nulla, dunque il problema non esiste”. L’assessore ai Servizi Sociali Roberto Scorzoni si lascia invece scappare un commento che la dice lunga sul tipo di preoccupazione che, riguardo a questa vicenda, sta investendo anche gli amministratori locali. “Se fosse vera una cosa del genere – afferma – è ovvio che dovremo essere preoccupati. Il nostro comune non è attrezzato per fare fronte a simili emergenze, quindi ci troveremmo a gestire una situazione estremamente delicata”. Sia il sindaco che Scorzoni ricordando poi che “Narni assiste da tantissimi anni gli stranieri, dando ospitalità a decine di rifugiati politici, quindi la nostra città ha sempre mostrato grande sensibilità nei confronti delle popolazioni che vivono situazioni drammatiche nei loro paesi”. Già, ma un conto è dare un alloggio e trovare un lavoro a una quarantina di rifugiati politici ed un altro è trovarsi, dall’oggi al domani, un’area come quella della ex Spea che dista solo poche centinaia di metri dalle case di Narni Scalo e da altri quartieri della periferia cittadina, occupata da mille e forse più profughi nordafricani. Fonti certe assicurano che la Protezione Civile riterrebbe estremamente interessante quei settanta ettari, sui quali, effettuando i necessari adeguamenti, si potrebbe realizzare il centro di accoglienza. Era già accaduto nel ’97 che qualcuno aveva pensato di ospitare centinaia di albanesi in fuga dal loro paese nella stessa area, ma l’idea era stata bocciata con fermezza dagli allora sindaci di Terni e Narni e tutto era finito lì. La situazione stavolta sarebbe però molto diversa perché, con la situazione di estrema gravità che si sta registrando in molti paesi del nord Africa, potrebbero essere decine di migliaia le persone che emigrerebbero verso l’Italia e dunque il Governo chiederebbe a tutte le regioni, compresa l’Umbria, di collaborare alla loro ospitalità. E Narni potrebbe andarci di mezzo.
25/2/2011 ore 2:07
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