24/01/2020 ore 03:38
Terni: bilancio positivo per la casa di accoglienza Santa Maria della Pace gestita dalla Caritas diocesana
Ad un anno dall’inaugurazione, avvenuta nel febbraio del 2010 nell’ambito della festa del patrono San Valentino, la Casa di accoglienza Santa Maria della Pace a Terni (zona Valenza) è divenuta una grande famiglia per tante persone in difficoltà. Gestita dalla Caritas diocesana-associazione di volontariato San Martino, la casa di accoglienza per donne, italiane e straniere anche con figli minori, ha offerto e continua ad offrire loro una collocazione abitativa adeguata, un ambiente familiare con uno stile di vita improntato a regole, rispetto, sicurezza, capacità di collaborazione per accompagnare le donne lungo un percorso che le aiuti a ritrovare la necessaria autonomia nella propria vita. La struttura è gestita da operatrici qualificate e da tre suore della congregazione Nostra Signora dell’Incarnazione dell’archidiocesi di Abidjan (capitale della costa d’Avorio) che si fanno carico della gestione ordinaria della casa. In questo anno sono state accolte una mamma italiana con tre minori, di età compresa tra gli 8 e i 12 anni; una mamma tunisina con tre minori di età compresa tra i 18 mesi e gli 8 anni; una mamma nigeriana con due bambine gemelle di 2 anni; una mamma marocchina con due bambine di età compresa tra i 9 mesi e 3 anni e una donna italiana. Di questi nuclei familiari, la mamma tunisina con tre minori di età compresa tra i 18 mesi e gli 8 anni e la mamma marocchina con due bambine di età compresa tra i 9 mesi e 3 anni, hanno raggiunto la propria autonomia ed ora vivono in due appartamenti con i rispettivi mariti. A tutte loro, oltre ad una dimora confortevole, è stato fornito del vestiario sia usato che nuovo, il vitto, il materiale didattico per i bambini che vanno a scuola, la fornitura dei pannolini, il materiale per l’igiene della casa. Accanto a loro le operatrici hanno svolto un accompagnamento sociale, scolastico e medico oltre che la ricerca attiva del lavoro e l’aiuto compiti per i bambini, al fine di consentire loro un adeguato inserimento sociale ad ogni livello. Oltre alle operatrici sono stati presenti dei volontari che collaborano attivamente con la struttura. La casa, in questo anno di vita, ha potuto contare sul contributo dell’8x1000 della Caritas Italiana assegnato alla nostra Caritas diocesana pari a 52.500 euro e su quello della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni con un contributo di 20.000 euro destinato all’acquisto degli arredamenti e di un ulteriore contributo di 38.000 euro per le spese di gestione.
1/3/2011 ore 14:21
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